FISIOTERAPIA

Dott.ssa MARIA VITTORIA FAEDDA

Fisioterapista

 

La FISIOTERAPIA è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito neuro-muscolo-scheletrico e viscerale. È composta dall’insieme di terapie fisiche, tecniche manuali, protocolli riabilitativi atti a recuperare la funzione ed il benessere fisico del paziente.

 

Si occupa di un sintomo o di una sindrome attraverso terapie fisiche quali ultrasuono terapia, laser terapia, magneto terapia, elettro terapia e tecar terapia; le tecniche preponderanti, però, sono quelle manuali quali la chinesiterapia (mobilizzazione articolare), la massoterapia (massaggio terapeutico), la trazione manuale delle articolazioni (ad es. spalla, anca o tratto cervicale detta comunemente “pompage”) ed i protocolli di ginnastica medica riabilitativa come, ad esempio, la riabilitazione funzionale o ginnastica posturale.

 

Il fisioterapista, che in Italia possiede un diploma di laurea universitario triennale, interviene fondamentalmente in presenza di problematiche di carattere muscolare, articolare, medico sportive, riabilitative, neurologiche, post traumatiche e post chirurgiche.

 

LA RIEDUCAZIONE MOTORIA (CINESITERAPIA PASSIVA O ATTIVA-ASSISTITA)

 

Viene utilizzata, individualmente o in gruppo, mediante esercizi attivi, passivi o strumentali, con lo scopo di modificare l’esecuzione del movimento nel caso in cui sussistano danni a livello del sistema nervoso centrale (sistema di controllo del movimento) o dell’apparato osteo-mioarticolare (sistema effettore del movimento). Durante l’esecuzione degli esercizi si possono usare degli ausili che facilitano il movimento o lo rendono più impegnativo, a seconda dello scopo che vogliamo raggiungere (elastici, bastoni, carrucole, tappetini, palloni, cyclette, tapis-roulant, ruota di Lapidari etc.).

 

Per cinesiterapia passiva si intende la mobilizzazione di un segmento corporeo senza partecipazione da parte del paziente che la subisce; in questo caso la mobilizzazione viene effettuata o dal fisioterapista oppure con l’ausilio di apparecchiature meccaniche adeguatamente programmate in un range di ampiezza prestabilito dall’operatore.

 

Per cinesiterapia attiva-assistita s’intende la mobilizzazione attiva di un segmento corporeo da parte del paziente che mette in pratica le indicazioni del fisioterapista il quale lo assiste coordinando la sequenza dei gesti motori e correggendo eventuali loro imperfezioni secondo procedure finalizzate a portare soggetto affetto da menomazioni a contenere o minimizzare la sua disabilità ed il soggetto disabile a muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e relazionarsi efficacemente nel proprio ambiente familiare, scolastico, lavorativo e sociale. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di facilitare gli stimoli, ottenere il rilasciamento e migliorare la risposta muscolare nella stabilizzazione articolare, prevenire il danno funzionale, recuperare la funzione motoria e ottenere un miglioramento del ritorno venoso. I possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), da un aggravamento della sintomatologia dolorosa, da una scarsa tollerabilità individuale agli esercizi.

 

Indicazioni: in tutti quei casi ove sia necessario un recupero muscolare, articolare o delle capacità di controllo del movimento.

 

Controindicazioni: nessuna.

 

LA RIEDUCAZIONE MOTORIA CON BIOFEEDBACK

 

È un’applicazione terapeutica che utilizza l’ausilio di alcuni strumenti (in primo luogo il computer) per monitorare le modificazioni fisiologiche che avvengono nel corpo, prima e durante il trattamento riabilitativo, assicurandone l’informazione (feedback) al paziente, al terapista e al medico.

 

Lo scopo ed i vantaggi di questa metodica consistono nel rendere il paziente consapevole di se stesso e di avere il controllo di alcuni parametri muscolari e neurologici importanti. La seduta riabilitativa consiste nel posizionare dei sensori o degli elettrodi sulla zona corporea, sull’arto o sulla fascia muscolare da valutare; attraverso gli impulsi sonori e/o visivi emessi dall’apparecchiatura e determinati dalla contrazione muscolare e dai movimenti attivi del paziente che varia la sua posizione nell’ambiente, è possibile monitorare e registrare la sua attività neuro-muscolare, rendendolo quindi consapevole del “proprio corpo” e del suo stato in divenire nelle varie fasi del trattamento riabilitativo.

 

Indicazioni: in tutti quei casi ove sia necessario, da parte del paziente, di una particolare presa di coscienza del proprio per un miglior recupero muscolare, articolare o delle capacità di controllo del movimento.

 

Controindicazioni: nessuna.

 

L’ELETTROTERAPIA ANTALGICA (T.E.N.S. – TRANSCUTANEOUS ELECTRICAL NERVE STIMULATION – CORRENTI DIADINAMICHE)

 

È un’applicazione terapeutica dell’energia elettrica che viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere un effetto analgesico. I vantaggi di questa applicazione sono rappresentati dall’inibizione dell’attività dei neuroni nocicettori del midollo spinale mediante l’utilizzo di correnti elettriche transcutanee e ad aumento di sostanze analgesiche centrali, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), un aggravamento della sintomatologia dolorosa, una scarsa tollerabilità individuale.

 

Indicazioni: comprendono sindromi dolorose acute o croniche post-operatorie, in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie.

 

Controindicazioni relative: presenza di stati di alterata sensibilità cutanea e dalla gravidanza accertata o presunta.

 

Controindicazioni assolute: presenza (nella zona soggetta all’applicazione della terapia) di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali (interazione dei rispettivi campi elettromagnetici) e/o di gravi aritmie cardiache.

 

LA STIMOLAZIONE ELETTRICA MUSCOLARE

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere un’azione di eccitazione sulle fibre muscolari atrofiche o denervate, migliorandone la funzione, di prevenire le complicanze da non uso, di stimolare il processo di guarigione di ferite. I vantaggi di questa applicazione sono rappresentati dall’incremento del numero e delle capacità funzionali dei fibroblasti e da un miglioramento della forza e del trofismo muscolare, soprattutto in quelle regioni scheletriche sottoposte ad immobilizzazione, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), un aggravamento della sintomatologia dolorosa, una scarsa tollerabilità individuale.

 

Indicazioni: condizioni di ipotrofia da non uso, necessità di potenziamento muscolare in fase atletica.

 

Controindicazioni: presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali (interazione dei rispettivi campi elettromagnetici), dalla presenza di aritmie cardiache, stati di particolare sensibilità-irritabilità cutanea, stati di fragilità capillare, da lesioni traumatiche recenti dello scheletro, da stati di labilità pressoria, dalla presenza di trombosi venose in atto.

 

L’ULTRASUONOTERAPIA

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere effetti termici, meccanici (indotti da vibrazione), analgesici, miorilassanti, vasodilatatori (capaci di aumentare l’irrorazione sanguigna), di micromassaggio delle fibre del tessuto connettivo. L’effetto benefico deriva da variazioni della temperatura, da effetti emodinamici e neuromuscolari i cui vantaggi sono rappresentati dalla risoluzione di condizioni infiammatorie, dalla riduzione della componente algica e degli spasmi muscolari (analgesia, rilassamento con riduzione della contrattura muscolare, aumento dell’estensibilità dei tessuti molli) mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da un aumento della sintomatologia algica in corso di processi infiammatori acuti, da possibili lesioni termiche in corrispondenza di cicatrici, di aree con compromissione della sensibilità o in pazienti con alterate condizioni cognitive, da un aumentato tasso di crescita tumorale o dalla possibile diffusione ematogena di cellule neoplastiche a causa dell’iperemia secondaria, da alterazioni emodinamiche con aumento dell’edema e del sanguinamento, da reazioni di intolleranza nei confronti delle sostanze (gel / creme) utilizzate per veicolare le vibrazioni acustiche.

 

Indicazioni: sindromi dolorose acute o croniche in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie, gli edemi post-traumatici, stati di contrattura muscolare antalgica, ritardi di cicatrizzazione.

 

Controindicazioni: presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali (interazione dei rispettivi campi elettromagnetici), da possibile lesioni e le cartilagini di coniugazione in soggetti in accrescimento, di patologie neoplastiche, di uno stato di gravidanza, di una grave osteoporosi, di lesioni flogistiche acute, di emartro, di stati di alterata sensibilità con turbe della percezione termica. E’ consigliabile non trattare la griglia intercostale anterolaterale, l’addome e i segmenti con protesi articolari cementate e/o mezzi di sintesi metallici endotessutali.

 

L’APPLICAZIONE DI RADIAZIONI NON IONIZZANTI (LASER TERAPIA ANTALGICA)

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere un effetto antiedemigeno, antalgico, di attivazione metabolica, di attivazione dei processi cicatriziali, di vasodilatazione locale. I vantaggi sono legati ad un incremento del microcircolo, un miglioramento del drenaggio linfatico, una riduzione dei fenomeni di flogosi, una riduzione dell’edema, un aumento della soglia dolorifica senza aumento locale della temperatura, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da un’accentuazione della sintomatologia algica in corso di processi infiammatori acuti, da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), da una scarsa tollerabilità individuale al trattamento.

 

Indicazioni: sindromi dolorose acute o croniche in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie, gli edemi post-traumatici.

 

Controindicazioni: presenza di stati di alterata sensibilità cutanea, dalla gravidanza accertata o presunta, da stati di fragilità capillare e di labilità pressoria, dalla presenza di trombosi venose in atto. Sia il paziente che l’operatore devono proteggere la retina con idonei occhiali.

 

LE MOBILIZZAZIONI DI STRUTTURA ARTICOLARE

 

Vengono abitualmente utilizzate con lo scopo di mantenere o recuperare l’escursione articolare, prevenire e recuperare riduzioni di estensibilità capsulo-legamentosa e connettivale, mantenere i piani di scorrimento fra scheletro, muscolo, fasce e cute. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di apportare stimoli che coinvolgono le vie di informazione, i centri di integrazione e le vie di esecuzione facilitando in questo modo la prevenzione del danno funzionale, recuperare la funzione motoria, ottenere un sollievo dal dolore e facilitare il ritorno venoso. I possibili inconvenienti sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), da un aggravamento della sintomatologia dolorosa, da una scarsa tollerabilità individuale alle manovre di mobilizzazione.

 

Controindicazioni: lesioni traumatiche osteo-muscolari e fasciali recenti, dalla presenza di grave osteoporosi, processi infettivi o tumorali, da stati di labilità pressoria.

 

LA DIATERMIA AD ONDE CORTE E MICROONDE

 

Provoca un aumento termico all’interno dei tessuti provocano un aumento termico all’interno dei tessuti per effetto Joule; le microonde vengono assorbite selettivamente da parte dei tessuti con alto contenuto di acqua (tessuti muscolari e periarticolari) e possono raggiungere una profondità di penetrazione di 3 cm. Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di aumentare l’irrorazione sanguigna e stimolare gli algorecettori con effetti termici, emodinamici e neuromuscolari i cui vantaggi sono rappresentati dalla risoluzione di condizioni infiammatorie, (aumento del flusso ematico, stimolazione della produzione di leucociti ed anticorpi, eliminazione dei sottoprodotti metabolici), dalla riduzione del dolore e degli spasmi muscolari (analgesia, rilassamento con riduzione della contrattura muscolare, aumento dell’estensibilità dei tessuti molli) mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da un aumento della sintomatologia algica in corso di processi infiammatori acuti, da possibili lesioni termiche in corrispondenza aree con compromissione della sensibilità o in pazienti con alterate condizioni cognitive, da un aumentato tasso di crescita tumorale o dalla possibile diffusione ematogena di cellule neoplastiche a causa dell’iperemia secondaria, da alterazioni emodinamiche con aumento dell’edema e del sanguinamento.

 

Indicazioni: sindromi dolorose acute o croniche, in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie, stati di contrattura muscolare antalgica.

 

Controindicazioni: presenza di uno stato di gravidanza, di una grave osteoporosi, di lesioni flogistiche acute, di neoplasie, di traumi recenti, di mezzi di sintesi o protesi metalliche, di dispositivi contraccettivi intrauterini – I.U.D – (relativamente alle applicazioni in sede lombare), di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali, di apparecchi acustici (limitatamente alla sede cervicale), di mezzi di sintesi e protesi metallici intratissutali, di emartro o idrarto, di stati febbrili, di vasculopatie periferiche e stati di labilità pressoria, da gravi cardiopatie in labile compenso emodinamico.

 

L’IRRADIAZIONE INFRAROSSA

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di aumentare l’irrorazione sanguigna e stimolare gli algorecettori con effetti termici, emodinamici, battericidi e neuromuscolari i cui vantaggi sono rappresentati dalla risoluzione di condizioni infiammatorie, (aumento del flusso ematico, stimolazione della produzione di leucociti ed anticorpi, eliminazione dei sottoprodotti metabolici), dalla riduzione del dolore e degli spasmi muscolari (analgesia, rilassamento con riduzione della contrattura muscolare) mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati dalla comparsa eritemi, da possibili lesioni termiche in corrispondenza di cicatrici, di aree con compromissione della sensibilità o in pazienti con alterate condizioni cognitive, da disidratazione degli strati superficiali della cute ed invecchiamento del derma, da lesioni attiniche in soggetti con particolare sensibilità alla luce.

 

Controindicazioni: presenza di stati neoplastici, stati febbrili, stati infiammatori acuti, da soggetti con particolare fotosensibilità (che assumano antibiotici, sulfamidici e barbiturici) dalla presenza di emartri o idrarti.

 

LA MASSOTERAPIA DISTRETTUALE REFLESSOGENA

 

Consiste in una manipolazione del tessuto connettivale, praticato sui tessuti molli a fini terapeutici; viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ridurre, attraverso la combinazione di effetti meccanici diretti e riflessi, effetti neurologici-autonomici e psicologici, il dolore, la presenza di microaderenze, edemi e cicatrizzazioni del sistema fasciale, di ipertono muscolare. I vantaggi di questa applicazione sono insiti nella possibilità, da parte del paziente, di ottenere un rilassamento muscolare ed un effetto sul flusso sanguigno, di recuperare in parte o in toto la mobilità articolare e di esercitare il segmento scheletrico con ovvi vantaggi funzionali legati al sollievo conseguente alla riduzione del dolore. I possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono legati alla comparsa di lesioni cutanee da frizione, dalla diffusione di germi patogeni da siti colpiti da infezione superficiali, da ritardi nel processo di guarigione cicatriziale, dalla mobilizzazione di trombi venosi o arteriosi, dalla disseminazione di cellule tumorali.

 

Indicazioni: sindromi dolorose secondarie a contratture muscolari, artrosi, nevralgie.

 

Controindicazioni relative: sono rappresentate dalla presenza di fragilità capillare o di varici, da stati di ipersensibilità cutanea o di particolare labilità pressoria.

 

Controindicazioni assolute: comprendono lesioni traumatiche acute dell’apparato osteo-artro-muscolare, processi infettivi o tumorali, condizioni di diatesi trombogena o trombosi venosa in atto.

 

LA MASSOTERAPIA PER DRENAGGIO LINFATICO

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ridurre, attraverso la combinazione di effetti meccanici, riflessi, neurologici e psicologici, il dolore, la presenza di edemi periferici, di stasi vascolare e linfatica. I vantaggi di questa applicazione sono legati alla compressione dei vasi sanguigni con conseguente spremitura meccanica del sangue e della linfa in direzione distoprossimale, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono legati alla comparsa di lesioni escoriate superficiali da frizione, alla diffusione di germi patogeni da siti colpiti da infezione superficiali, a ritardi nel processo di guarigione cicatriziale, dalla mobilizzazione di trombi venosi o arteriosi, alla disseminazione di cellule tumorali.

 

Controindicazioni: presenza di stati di fragilità capillare, stati di ipersensibilità cutanea determinante riflessi viscerali indesiderati, da processi infettivi o tumorali, da stati di labilità pressoria, da diatesi trombogena.

 

LA PRESSOTERAPIA INTERMITTENTE

 

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ridurre, attraverso la combinazione di effetti meccanici, riflessi e neurologici, il dolore, la presenza di edemi periferici, di stasi vascolare e linfatica. I vantaggi di questa applicazione sono legati alla compressione dei vasi sanguigni con conseguente spremitura meccanica del sangue e della linfa in direzione del cuore, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono legati alla comparsa di lesioni cutanee da frizione, alla diffusione di germi patogeni da siti colpiti da infezione superficiali, a ritardi nel processo di guarigione cicatriziale, alla mobilizzazione di trombi venosi o arteriosi, alla disseminazione di cellule tumorali.

 

Indicazioni: condizioni (primitive o secondarie ad intervento chirurgico) di insufficienza circolatoria e venosa, di stasi linfatica e linfedema, di fibrosi cutanea reattiva ed edema duro.

 

Controindicazioni: presenza di stati di fragilità capillare o linfagiti, da lesioni cutanee (erisipela, micosi, dermatiti infettive), da lesioni traumatiche acute dello scheletro, da processi infettivi o tumorali, da stati di labilità pressoria, da trombosi venose in atto, da arteriopatie periferiche gravi, da cardiopatie con labile compenso emodinamico, da patologie dei plessi e dei tronchi nervosi principali.

 

LA MAGNETOTERAPIA

 

Si serve di campi magnetici per ottenere un riequilibrio dei potenziali elettrici di membrana cellulare. Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di indurre effetti facilitanti un’azione antalgica, antiedemigena e di attivazione delle proprietà riparative cellulari favorente, tra l’altro, la formazione del callo osseo in corso di fratture. I vantaggi di questa applicazione sono e rappresentati da un aumento del numero e della funzione dei fibroblasti (riparazione dei tessuti connettivi), dei granulociti neutrofili (cellule del sistema immunitario di difesa) e dei fattori chimici cellulari che determinano la regressione del processo infiammatorio, mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), un aggravamento della sintomatologia dolorosa, una scarsa tollerabilità individuale alla terapia.

 

Indicazioni: sono relative a grave osteoporosi; fratture con ritardi di consolidazione; sindromi dolorose acute o croniche, in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di Herpes Zoster, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteoartro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie, di edemi post-traumatici e di ulcere da decubito.

 

Controindicazioni relative: presenza di trombosi venose in atto, di stati emorragici e di versamenti ematici.

 

LA IONOFORESI

 

Utilizza una corrente continua che determina una migrazione di ioni che obbediscono alla legge della polarità (ioni negativi verso il polo positivo e viceversa) e penetrano nell’organismo attraverso i dotti sudoripari, quelli sebacei ed i canali piliferi. L’intensità della corrente è variabile ma non giunge mai ad un effetto di stimolazione motoria. Avvenuto un legame con gli ioni dei tessuti superficiali, si costituisce un deposito farmacologicamente attivo (azione locale) destinato poi ad essere mobilizzato attraverso il circolo ematico e linfatico (azione generale). Viene abitualmente utilizzata a scopo antiedemigeno, antinfiammatorio, antalgico e miorilassante veicolando attraverso la cute farmaci allo stato ionico (anestetici locali, corticosteroidi, analgesici, antibiotici, composti chelanti) e producendo un’azione analgesica mediante modificazioni dell’eccitabilità delle strutture nervose al passaggio della corrente continua. I vantaggi di questa applicazione comprendono la capacità di dirigere la sostanza attiva verso un luogo specifico evitando un intolleranza gastrointestinale da farmaci mentre i possibili inconvenienti (peraltro molto rari) sono rappresentati da reazioni di intolleranza nei confronti delle sostanze veicolate, da un’accentuazione temporanea della sintomatologia dolorosa nel punto di applicazione, dalla comparsa di aree di arrossamento cutaneo con aumento della temperatura locale, da lesioni cutanee determinate in corrispondenza di aree con compromissione della sensibilità o in pazienti con alterate condizioni cognitive, da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), da reazioni di intolleranza nei confronti delle sostanze farmacologiche veicolate.

 

Indicazioni (diverse in relazione al tipo di farmaco utilizzato): sindromi dolorose acute o croniche comparse a seguito di affezioni post-traumatiche e post-operatorie, in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, di tendiniti, fibromialgie, algodistrofie.

 

Controindicazioni: presenza di dermatiti ed abrasioni, stati di alterata sensibilità cutanea, stati di fragilità capillare, malattie della coagulazione del sangue, gravi aritmie, gravidanza, presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali nel punto focale, dalla presenza di mezzi metallici intratissutali nella zona sottoposta al trattamento.

 

CORRENTI DIADINAMICHE

 

Sono correnti a finalità antalgiche.

 

Indicazioni: trattamento dell’edema, nella cellulite e nei casi in cui si desideri stimolare il tessuto connettivo, disturbi di carattere vascolare, algodistrofia riflessa, trattamento del dolore nelle forme infiammatorie di tendini, capsula articolare e tessuti molli, mialgie sciatalgie, brachialgie.

 

Controindicazioni: sono limitate a soluzioni di continuo della cute, dermatiti, pacemaker, presenza di oggetti o mezzi di sintesi in prossimità della zona da trattare.

 

IPERTERMIA

 

Rappresenta un sistema per la produzione di calore endogeno. Il calore produce un aumento del metabolismo basale cellulare, associato ad un incremento della mitosi; ciò si traduce in un indiretto effetto anti-flogistico, mentre quello antalgico è dovuto all’innalzamento della soglia delle terminazioni nervose sensitive, insieme ad un incremento dell’eliminazione di sostanze algogene. Di rilievo è anche l’effetto anti fibrositico e di riduzione della rigidità articolare.

 

Indicazioni: rigidità e sindromi dolorose post-traumatiche, algie muscolari e fibro mialgie, miositi ossificanti, sindrome del tunnel carpale, periatrite scapolo omerale e coxofemorale, borsiti e fasciti.

 

Controindicazioni: neoplasie, TBC, gravidanza, presenza di pacemaker, infezioni acute, cardiopatie scompensate, parti metalliche endotessutali, obesità, rischio di emorragie, vasculopatie, disestesie.

 

DIATERMIA DA CONTATTO (TECAR)

 

Il nome “Tecar” significa “trasferimento energetico capacitivo e resistivo”. Attraverso due elettrodi si crea un campo elettro-magnetico che provoca un movimento cellulare all’interno della zona da trattare. Questo movimento trasferisce al tessuto l’energia senza proiettarla dall’esterno. Gli effetti prodotti sono: biochimico, termico, meccanico.

 

Indicazioni: lesioni traumatiche acute, postumi di fratture, deficit articolari, sindrome del tunnel carpale, rizomatosi epicondilite, sindrome della cuffia dei rotatori, sindrome da conflitto sub-acromiale, cervicalgia, lombalgia, artrosi, tendiniti, fasciti esiti distrattivi, riabilitazione post-chirurgica.

 

Controindicazioni: portatori di pacemaker, gravidanza, neoplasie.

 

GINNASTICA POSTURALE

 

Ha il compito di correggere la postura del nostro corpo, attraverso esercizi di allungamento, bonificazione, rilassamento e respiratori.

 

Indicazioni: cura prevenzione dei più comuni disagi muscolo-scheletrici (scoliosi, lombalgie, sciatalgie, cervicalgie).

 

Controindicazioni: fase acuta della patologia muscolo-scheletrica.